“Ma ora un’altra storia, un altro concorrente!” il famoso conduttore televisivo stava per presentare l’ennesimo concorrente che avrebbe cercato di scalare la vetta dell’agognato milione di euro.
Quante volte ho visto ed udito questa introduzione, ogni mossa era stereotipicamente ripetuta, un modo di rassicurare la platea, di rendere più “familiare” il format del programma.
Eh già, ora sarebbe entrato il nuovo giocatore e si sarebbe seduto di fronte al corpulento e bonario presentatore, tutto era studiato perché si avesse l’impressione di essere in una grande famiglia.
“abbiamo un veterinario, viene da Cava Manara in provincia di Pavia, il suo nome è Paolo Fagioli, Un bell’applauso per incoraggiarlo”
Scusate non ho capito bene…ha detto il mio nome? Deve essere uno sbaglio! Eh no sono proprio io, la mente dice di fuggire, l’assistente di studio mi intima di entrare, un bel respiro e improvvisamente tutto è luce e musica….no non sono morto, ma improvvisamente sono seduto su uno sgabello di plastica, con una espressione ebete, ripreso da non so quante telecamere.
Come se tutto si svolgesse al rallentatore sento l’erede dei padri della televisione che mi domanda, con un sorriso a cinquantaquattro denti, che a casa avrei trovato accattivante, ma lì, in studio, giudicavo decisamente diabolico:
“ Allora, chissà con la professione che svolgi quali animali strani ti sarà capitato di curare…..”
Già un sacco, ma da quale potevo cominciare? Poi una luce (questa volta nella mia testa), parliamo dei serpenti.
Ho sempre avuto un rapporto strano con questi rettili, mi hanno sempre affascinato, mai intimorito.
Mi è sempre piaciuto accarezzarli, non sono per nulla viscidi, sono suadenti, quasi setosi. Durante il servizio civile, passato presso un centro di recupero della fauna selvatica, all’interno di un bosco, catturavo bisce d’acqua e saettoni per farli conoscere ai bambini delle scolaresche in visita, e poi univo l’utile al dilettevole, usandoli per provocare finti spaventi alle studentesse in biologia, che preparavano la loro tesi e probabilmente avevano bisogno di un po’ di svago…..
Il primo contatto, come veterinario, con un ofide l’ho avuto molto tempo fa, lavoravo ancora nella grande struttura di P. e macinavo notti su notti di guardia. Era prima mattina intorno alle quattro e mezza, ero riuscito a prendere sonno da qualche ora, quando la voce stridula e sgradevole, (almeno in quel momento mi sembrava così), della signora delle pulizie mi avvisò:
“Dottore c’è una visita”.
Caracollando e cercando di assumere una espressione il più possibile intelligente, mi avviai verso la sala d’aspetto, dove mi aspettava un distinto signore, solo, senza cane o gatto.
“Buonasera” saluto,
“Buonasera” risponde
…..silenzio……
questa situazione irreale poteva continuare all’infinito,
“Ehm lo faccia pure scendere dalla macchina…”
azzardo io.
“Non serve dottore”
ribatte il signore,
“Eccolo qui”
Così dicendo estrae come un consumato prestigiatore un sacchetto di tela da sotto il maglione.
“Si tratta del mio boa, è ancora un cucciolo, ma non sta bene”
In effetti, il piccolo boa, di circa un metro e mezzo, era come senza forza, molle, inerte. Cominciai a visitare il paziente che, improvvisamente, prese vita e si irrigidì per tutta la sua lunghezza, diventando come il bastone che Mosè scagliò contro il faraone. Improvvisamente, come quando si era presentata, la rigidità scomparve, per ripresentarsi di lì a qualche minuto con le medesime modalità.
Il boa aveva le convulsioni, ma cosa fare? L’università insegna poco su cani e gatti figurarsi sui serpenti….l’unica mia ancora di salvezza era Elena, una mia collega, che con estrema lungimiranza, aveva deciso di dedicarsi alla cura degli animali esotici. Composi il numero, confidando sulla sua estrema gentilezza e bontà d’animo.
“Elena scusa, ma ho un boa con le convulsioni, cosa faccio?”
Cercai di dire tutto di un fiato, per prevenire ogni sua rispostaccia. Come se fosse sveglia da sempre, con la sua voce pacata mi risponde
”Sarà una virosi, fai il valium per via rettale”
…..altro silenzio……
”Elena dove caspita è il buco del boa?”
……ennesimo silenzio……
“Ho capito arrivo”.
Dopo questa magra figura decisi di dedicarmi con più impegno anche alla cura dei serpenti, e a quella del mio orgoglio ferito, e molti sono passati sul mio tavolo da visita e qualcuno anche in sala operatoria.
“Beh sì Jerry, in effetti, molti animali strani arrivano, ma forse il più strano di tutti è il pitone stitico…..”
Risata generale, tutti sghignazzano, il ghiaccio è rotto, si va in scena…….
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